Responsabilità Sociale

SA 8000 “Social Accountability”

Lo standard si pone l’obiettivo di rendere le aziende rispettose di regole sociali etiche e fare in modo che esse siano sempre verificabili e migliorate; l’adozione della SA 8000 implica lo sviluppo di un Sistema di gestione che promuova condizioni di lavoro accettabili e garantisca ai consumatori di tutto il mondo di non diventare complici delle aziende che lavorano in spregio di ogni rispetto dei diritti umani.

 

Principale motivo di conoscenza e diffusione di tale standard è stato la presa di coscienza a livello Internazionale delle problematiche relative a tutte le persone (in particolare i soggetti più deboli quali donne e bambini) che per motivi diversi vengono tutt’oggi ridotti in condizioni di schiavitù; il problema della tutela dei lavoratori non è però un’esclusiva del Terzo mondo e, soprattutto, non si limita esclusivamente a questo.

 

Basti pensare alle problematiche relative a laboratori clandestini, condizioni di lavoro, salute e sicurezza, discriminazioni di ogni tipo, etc… per rendersi conto di quanto il fenomeno sia più prossimo alla nostra realtà di quanto immaginiamo.

 

Gli elementi trattati dallo standard (requisiti) sono:

 

  • Lavoro infantile

 

  • Lavoro forzato o obbligato

 

  • Salute e sicurezza

 

  • Libertà di associazione e diritto alla contrattazione collettiva

 

  • Discriminazione

 

  • Pratiche disciplinari

 

  • Orario lavorativo

 

  • Retribuzione

 

  • Sistema di gestione

RESPONSABILITÀ SOCIALE

UNI ISO 26000 “Guida alla Responsabilità Sociale”

Il concetto di Sviluppo Sostenibile richiama tre dimensioni: ambientale, economica e sociale; tutte le Organizzazioni possono contribuire concretamente a raggiungere un obiettivo globale, adottando pratiche socialmente responsabili e rendicontando tali azioni in modo coerente e trasparente.

 

La ISO 26000 è stata elaborata con il contributo di oltre 90 paesi e 40 Organizzazioni internazionali; fornisce un quadro di riferimento sulla Responsabilità Sociale, fondato su sette temi fondamentali tra loro correlati e complementari:

 

  • Governance dell’Organizzazione

 

  • Diritti Umani

 

  • Rapporti e Condizioni di Lavoro

 

  • Ambiente

 

  • Corrette prassi gestionali

 

  • Aspetti specifici relativi ai consumatori

 

  • Coinvolgimento e sviluppo della Comunità.

 

 

Scopo della ISO 26000 è aiutare le organizzazioni che intendono essere socialmente responsabili, fornire linee guida sull’attuazione della Responsabilità Sociale e sul coinvolgimento delle parti interessate; promuovere una terminologia comune; diffondere la conoscenza del tema e accrescere la fiducia dei clienti nelle Organizzazioni socialmente responsabili.

UNI ISO 37001 “Sistemi di gestione per la prevenzione della corruzione”

“Offrire, promettere, dare, ma anche accettare o sollecitare un vantaggio non dovuto di qualsiasi natura (finanziario o non finanziario), direttamente o indirettamente, in violazione della legge applicabile come meccanismo per indurre o ricompensare una persona, in modo che agisca o eviti di agire con conseguenze sulla performance dei propri doveri”.

 

Questa è una delle possibili definizioni di un fenomeno, la corruzione, purtroppo diffuso, che solleva preoccupazioni di ordine morale, politico ed economico. Minaccia lo sviluppo, distorce la concorrenza, erode la giustizia, sottovaluta i diritti umani, aumenta i costi degli affari, introduce elementi di incertezza nelle transazioni commerciali, eleva il costo di beni e servizi, diminuisce la qualità di prodotti e servizi.

Quest’ultimo aspetto può portare alla perdita di vite umane e al danneggiamento di proprietà, distrugge la fiducia nelle istituzioni e interferisce con il funzionamento equo ed efficiente dei mercati.

 

Leggi nazionali e accordi internazionali (OCSE, ONU) vogliono contrastare il fenomeno ma si dimostrano sfortunatamente insufficienti: le organizzazioni devono quindi contribuire proattivamente nel contrasto alla corruzione.

 

La norma UNI ISO 37001 – Anti-Bribery Management Systems, è un importante presidio nella prevenzione e contrasto alla corruzione; un approccio proattivo in tal senso, richiede una politica anticorruzione supportata da un Sistema di Gestione che aiuti le organizzazioni a evitare i rischi e i costi di un proprio coinvolgimento.

 

La norma UNI ISO 37001 si applica esclusivamente alla corruzione: definisce requisiti e fornisce una linea guida per aiutare un’organizzazione a:

 

  • prevenire, individuare, rispondere a fenomeni di corruzione

 

  • conformarsi alla legislazione anti-corruzione ed altri eventuali impegni volontari applicabili alle proprie attività.

 

I requisiti della UNI ISO 37001 sono generali e applicabili a qualunque organizzazione (o parte di essa), indipendentemente da tipologia, dimensione e natura dell’attività.

Bilancio di Sostenibilità

A parità di risultati economici, due aziende possono avere un impatto molto diverso sul mondo in cui operano; il bilancio di sostenibilità nasce per questo.

 

Il bilancio d’esercizio è quel documento che, per legge, l’impresa deve redigere periodicamente per fare una sintesi della sua situazione economico-finanziaria e dei suoi risultati economici. Ma se si vuole valutare a tutto tondo un’azienda, non ci si può accontentare di costi e ricavi. Ogni impresa si deve interfacciare con il territorio, l’ambiente, i lavoratori: gli stakeholder. Ecco perché, a parità di cifre, due soggetti possono avere un impatto estremamente diverso sul mondo che li circonda. Il bilancio di sostenibilità fonde queste due esigenze e valuta anche questo impatto, positivo o negativo che sia.

 

Fino a pochi mesi fa, il bilancio d’esercizio era un obbligo di legge, mentre il report di sostenibilità era del tutto volontario. In Europa le cose sono cambiate: lo stabilisce la direttiva 2014/95/UE, recepita formalmente alla fine del 2016. Il principio è quello del “comply or explain”: le imprese dovranno rendere note le loro politiche in termini di sostenibilità, oppure dovranno spiegare il motivo per cui non se ne sono occupate. Questa norma non riguarda tutti, ma solo le aziende europee di interesse pubblico o con più di cinquecento dipendenti, il cui bilancio consolidato soddisfi determinati criteri stabiliti dalla legge (il totale dell’attivo dello stato patrimoniale dev’essere superiore a 20 milioni di euro oppure, in alternativa, il totale dei ricavi netti delle vendite e delle prestazioni deve superare i 40 milioni).

 

Il bilancio di sostenibilità è un documento che si rivolge a tutti gli stakeholder, o “portatori di interesse”. In altre parole, a tutti coloro con cui l’azienda, in un modo o nell’altro, entra in contatto: non solo gli azionisti ma anche i dipendenti, i clienti, i fornitori, le autorità, i giornalisti, le comunità e associazioni sul territorio. Senza dubbio stiamo parlando di gruppi molto vasti e variegati, ma ogni azienda deve entrare nell’ordine di idee di avere delle precise responsabilità nei confronti di ciascuno di essi. L’azionista infatti ha diritto di essere informato sui margini di profitto, le famiglie che abitano nelle vicinanze di uno stabilimento vogliono sapere se l’aria è salubre o avvelenata dalle ciminiere, i dipendenti sono interessati alle opportunità di formazione e crescita. E così via.

 

Ogni azienda ha un impatto ben preciso sul mondo che la circonda: il bilancio di sostenibilità serve a misurarlo.